Terrible two…ma creativi!

Terrible two…ma creativi!

In questo articolo vorrei raccontarvi di come penso sia possibile affrontare uno dei momenti che considero più faticosi per i genitori…l’avvicinarsi dei 2 anni. Avete presente la dicitura dei “terrible two”? Ecco, bene, proprio quella roba lì. Che poi, francamente, credo sia un po’ un trampolino di lancio, nel senso che o si inizia a dare un titolo ad ogni età oppure ci si “arrende” semplicemente al fatto che i bambini crescono e oltre ad altezza, peso, capelli crescono anche desideri, esigenze e bisogni…con tutti i pro ed i contro del caso.

Ebbene, la mia piccola Sara tra pochi giorni festeggerà i suoi 2 anni e, diciamo, si sente nell’aria.

Tempo fa il mio insegnante di yoga disse una cosa in merito alla gestione delle difficoltà coi figli che mi piacque molto e cerco di tenere a mente ogni volta che sento mi sta per scappare la pazienza e sto per cedere alla frustrazione…consigliò di immaginare di avere una telecamera puntata per osservare la scena e se stessi da un altro punto di vista. Credo sia un utile suggerimento perchè in effetti, nei momenti più critici, a pensarci bene, si trova sempre qualche piccola modifica da fare per alleggerire il momento e per prevenire ulteriori crisi.

Ovviamente diamo pure per scontato che capiteranno sempre delle scene definibili come”capricci”. I bambini crescendo testano i loro ed i nostri limiti, come delle bollicine di lemon soda schizzano da tutte le parti, ed hanno bisogno di un bicchiere resistente e capiente per poter esprimere tutto il loro frizzante valore al meglio! E così come è consigliabile non agitare la lattina prima di aprirla, allo stesso modo prepariamo noi stessi con qualche scambio e consiglio…

I riti

Il mio suggerimento è di far uso dei riti. La quotidianità può essere affrontata in modo decisamente più piacevole se scandita da momenti pensati e vissuti consapevolmente. Un buon rituale per lavarsi al mattino, una filastrocca recitata intorno al lavandino ad esempio. Una canzoncina prima dei pasti, una bottiglietta da riempire e svuotare ad inizio e fine del bagnetto, la lettura di un libro prima della nanna…sono tutti esempi di piacevoli rituali che, ripetuti giorno per giorno, generano tranquillità e calma.

Emozioni e parole

Non pensiamo che se sono piccoli non capiscono, ai bambini possiamo benissimo parlare in modo sincero e serio. Serve loro sia per affinare il linguaggio che per conoscere e prendere confidenza con concetti astratti, come le emozioni. Ci sono mille modi per presentarle ai bimbi. Moltissimi libri per l’infanzia sono utili per raccontarle e per prendere spunti anche pratici. Io consiglio “I colori delle emozioni” di Anna Llenas. Trovo sia molto carino e adatto a diverse attività da fare coi nostri bimbi per avere oggetti concreti in casa (barattoli delle emozioni, il mostro delle emozioni, diversi mostri da colorare col colore dell’emozione provata…). Personalmente in casa ho creato un piccolo angolo dove ci sediamo quando abbiamo provato un’intensa emozione (un forte pianto, una gioia grande, una lite accesa…) dove c’è un tappeto blu (una coperta cui ho cucito delle stelline e una luna) ed un cuscino morbido. Li accanto ci sono tre barattoli con acqua, tempera (rossa, blu, gialla) e brillantini. La scuotiamo per vedere gli effetti e poi propongo a Sara un nome da attribuire a quell’emozione.

Attività

Dedichiamo qualche momento della giornata ad un gioco pensato “su misura”. Non dev’essere per forza qualcosa di molto elaborato, ma proviamo a pensare ad un gioco che piace al nostro bimbo e dedichiamogli almeno 10 minuti esclusivi (io cerco di seguire questa regola dei 10 minuti anche coi più grandi…allevia i miei sensi di colpa e credo li renda felici). Alcune attività possono essere usate anche per anticipare eventi che immaginiamo, saranno emotivamente forti. Ad esempio, fra pochi giorni andremo al mare. A differenza di Mattia e Tommaso, Sara non ha avuto il piacere di fare con me acquaticità. Va da sè che, dopo tutto l’inverno, credo sarà stancante per lei passare un’intera giornata sulla sabbia e a mollo. Per questo abbiamo fatto un piccolo quadro (ovviamente) in cui Sara ha dipinto il mare e la sabbia, immergendo (in senso letterale) le mani nei due elementi.

L’imprevisto

Esiste e dobbiamo farci necessariamente i conti. Alleniamoci agli imprevisti. Può diventare un gioco divertente ogni tanto apportare una modifica alla routine quotidiana per verificare e far sperimentare come i cambiamenti fanno parte delle nostre vite, di grandi e piccini. Un cambio di location per uno dei pasti ( in balcone, un pic nic all’aperto), una storia per la nanna raccontata con un teatrino o proiettando le ombre sul muro, afferrare i “capricci” in un sacchetto del pane saltando qua e là per la stanza…possiamo anche creare il Signor Imprevisto facendolo diventare un membro della famiglia da tenere su qualche scaffale per osservarlo e salutarlo ogni tanto.

Insomma, ci sono tanti modi per affrontare al meglio una fase di passaggio (perchè di questo si tratta) in maniera serena e creativa. Non dimentichiamo di ritagliarci qualche momento per rigenerarci, a volte basta davvero poco come una bella passeggiata o un bagno caldo, e ricordiamoci che noi siamo il miglior sostegno per i nostri bambini!

Marta Massafra

Educatrice e mamma

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