Finchè il caffè è caldo

Finchè il caffè è caldo

Un tavolino, un caffè, una scelta. Basta solo questo per essere felici.

In Giappone c’è una caffetteria speciale, si trova in un seminterrato, non ha finestre, ha pochi posti al bancone e solo tre o quattro tavolini. E’ un luogo accogliente, in estate fresco, nonostante l’assenza di aria condizionata, e caldo durante l’inverno. Al muro ci sono tre orologi che segnano ognuno un’ora diversa, ciò rende quasi impossibile avere una percezione del tempo che scorre. Questa caffetteria è aperta da più di cento anni e, su di essa, circola una leggenda. Si narra che bevendo il caffè sia possibile rivivere il momento della propria vita in cui si è fatta la scelta sbagliata, si è detta l’unica parola che era meglio non pronunciare, si è lasciata andare via la persona che non bisognava perdere. Quello che si vive è un vero e proprio viaggio nel tempo.

Ci sono delle regole da rispettare: c’è solo una sedia sulla quale è possibile viaggiare nel tempo e sulla quale bisogna rimanere per tutto il viaggio, ma è quasi sempre occupata da una misteriosa donna vestita di bianco. Sarà un caffè a farti intraprendere il viaggio e potrai rimanere nel passato soltanto finché sarà caldo. Chi decide di fare questo viaggio dovrà avere ben in mente l’esatto momento che vuole rivivere, accaduto dentro quello stesso locale. L’ultima regola, quella che demoralizza tutti, è che qualunque cosa si dica o si faccia nel passato, il presente non cambierà.

Il romanzo è diviso in quattro capitoli, quattro storie distinte che però si sovrappongono tra loro. Nel primo capitolo la mia difficoltà è stata individuare e seguire i personaggi, ma con il proseguire del romanzo ci si prende familiarità. C’è una ragazza con il cuore spezzato, un marito ed una moglie che stanno affrontando la perdita dei ricordi, due sorelle sempre più lontane tra loro ed infine la storia di una madre e di una figlia.

Ogni personaggio che decide di affrontare il viaggio nel tempo ha un rimpianto e sente riaffiorare un ricordo doloroso. Ma tutti scoprono che il passato non è importante, perché non si può cambiare. Quello che conta è il presente che abbiamo tra le mani. Quando si può ancora decidere ogni cosa e farla nel modo giusto. Perché la vita, come il caffè, va gustata sorso dopo sorso, cogliendone ogni attimo.

Il primo romanzo di Toshikazu Kawaguchi, sceneggiatore e regista giapponese, diventato un caso editoriale, che ha conquistato tutto il mondo.

Ida Vanacore

Fondatrice ed ideatrice creativa di unamammaperamica 

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